La storia dei Quartieri Spagnoli

Non basta il “singolare” per descrivere il meraviglioso mondo dei Quartieri Spagnoli, così unici che a Napoli li chiamiamo semplicemente “Quartieri”.
I quartieri spagnoli nascono nel XVI secolo, per volontà del vicerè Don Pedro de Toledo, per accogliere le guarnigioni militari spagnole (da qui la definizione spagnoli) destinati alla repressione di eventuali rivolte della popolazione napoletana e come dimora temporanea per coloro che passavano da Napoli in direzione di altri luoghi di conflitto.
L’impianto urbanistico ha la forma di una scacchiera, con sei strade parallele a Via Toledo e altre perpendicolari. Gli edifici in origine presentavano un piano unico, ma, nel corso del tempo, vennero sopraelevati fino a cinque piani per far fronte alla carenza di abitazioni per una popolazione in crescita costante.

Quartieri Spagnoli dall'alto

Nascono così i Quartieri spagnoli, quel labirinto di vicoli che ha contribuito a fare di Napoli una delle città più belle e famose del mondo, sopravvissuti a epidemie terremoti.
Uno scrigno che deve essere visitato e scoperto perché non tutto è in primo piano. Come il palazzo della Stamperia Reale, nata con lo scopo di essere un polo tipografico e realizzare edizioni di lusso per la corte borbonica.
Dal 2004 i quartieri i sono arricchiti di nuove opere, bisogna alzare lo sguardo per ammirarle, sono le installazioni di lampioni di latta creati dall’architetto Riccardo Dalisi, grandi sculture di rame agli angoli delle strade che rappresentano lampade, mollette per stendere il bucato, macchinette per il caffè e tanto altro ancora.